Incontinenza urinaria e fecale

Incontinenza urinaria femminile

Ad oggi uno dei problemi più frequenti a cui una donna è soggetta è proprio l’incontinenza. L’industria che commercia prodotti di assorbenza stimano che questo problema coinvolga dai 3 ai 5,5 milioni di persone.

Spesso a soffrire di questa problematica sono donne dopo il primo parto e un’alta percentuale di queste subisce anche lesioni dello sfintere anale rilevabili solo con un’ecografia.

Abbiamo diverse fasi dello stimolo minzionale: il primo che è un segnale di riempimento, a cui è sufficiente pensare che non sia il caso di recarsi al bagno per superarlo. Il riempimento continua e abbiamo la comparsa di un secondo stimolo che è sempre controllabile (che chiameremo continenza sociale). Successivamente avremo il terzo stimolo che comincia ad arrecare disagio essendo la vescica molto piena e tesa, si appoggia in basso sulla parte addominale ed è richiesto uno sforzo notevole per contenere. Il quarto ed ultimo stimolo è l’urgenza che richiede quindi un importante sforzo per contenere l’urina, è in questo caso necessaria una contrazione volontaria. Qualora non fosse possibile svuotare la vescica può verificarsi una fuga di urina.

Durante lo svuotamento (ovvero il passaggio dell’urina nell’uretra), un sistema riflesso inibisce la tenuta sfinterica contraendo la vescica e favorendone lo svuotamento completo.

E’ importante sapere che la minzione (ovvero la fuoriuscita dell’urina) deve avvenire senza partecipazione volontaria e senza spinte. L’incontinenza ha diversi stadi e spesso piccole perdite di urina non sono prese in considerazione per vergogna o per non curanza ma il disagio può prolungarsi o aggravarsi e la paziente comincia a condizionare la sua vita. Il mio/ns. compito è fare luce sulla motivazione e insieme affrontare il problema unendo la parte psicologica a un lavoro fisico basato sulla respirazione e sull’utilizzo del pavimento pelvico.